mercoledì 3 settembre 2014

I Paperi al Centro della Terra

 Oltre che nello spazio, i Paperi si avventurano spesso nel sottosuolo: il labirinto del Minotauro, la grotta di Alì Babà, i sotterranei del castello De Paperoni sono solo alcuni dei luoghi da loro esplorati.
La struttura della Terra secondo i Paperi, corretta dal punto di vista scientifico.
La struttura della Terra secondo i Paperi, corretta dal punto di vista scientifico.
Il viaggio verso il 'vero' centro della terra ha però inizio con la storia di Carl Barks "Land Beneath the ground". In questa storia del 1956 Paperone teme che un terremoto possa danneggiare il suo deposito risucchiando il suo prezioso denaro nelle viscere della terra. Il timore non risulterebbe infondato, dato che Paperopoli - sita nello stato immaginario del Calisota - si trova all'incirca nella California del Nord e dunque non lontano dalla faglia di S. Andrea.
Questa faglia rappresenta la linea di contatto tra la placca del Pacifico e quella del Nord Atlantico. La compressione tra le due enormi placche accumula energia che viene rilasciata sotto forma di terremoti, l'ultimo dei quali distrusse S. Fancisco nel 1906.
Per dormire sonni tranquilli, l’ansioso papero decide di far scavare una galleria per verificare la solidità del terreno sotto il deposito. I primi sondaggi riportano solo roccia solida, ma Paperone non è soddisfatto. Fa proseguire la galleria oltre i 7 km di profondità, un fatto eccezionale anche al giorno d'oggi, in cui anche le miniere più profonde non raggiungono i 4 km e le trivellazioni petrolifere si spingono sino ai 10 km.
Le difficoltà di questo genere di scavi sono legate all’aumento di pressione e temperatura che si incontra andando in profondità. La pressione cresce a causa del peso della roccia sovrastante, mentre la temperatura aumenta via via che ci si avvicina al mantello sottostante. Oltre alla corsa allo spazio, la guerra fredda generò anche una speculare 'corsa al sottosuolo', in cui le due superpotenze cercavano di trivellare il più possibile in profondità, sperando di passare la crosta terrestre e giungere al mantello sottostante. Lo scavo sovietico di Kola (1970) raggiunse i 12 km, circa un terzo dello spessore della crosta terrestre in quel punto. Gli Stati Uniti cominciarono nel 1957 con il Project Mohole, ma il progetto fu abbandonato nel 1966 per mancanza di fondi. Progetti più recenti, coordinati nel Integrated Ocean Drilling Program cercano invece di giungere al mantello scavando nel mare, dove la crosta è più sottile.
Nella storia di Barks i paperi si trovano ad essere causa della loro stessa rovina: giungono a scoprire delle enormi caverne sotterranee (il mondo di Terryfermy), abitate da strani esseri sferici, Terrini e i Fermini. Molto simili ai personaggi rocciosi del recente Frozen, i primi sono la causa dei terremoti ondulatori, i secondi di quelli sussultori. Questo è coerente con le nostre conoscenze attuali: l'onda P (onda primaria, 4-8km/s), ondulatoria, è una compressione del suolo parallela alla direzione di propagazione: viene percepita come una scossa che ci muove in avanti ed indietro, facendo tintinnare i bicchieri e muovere i lampadari. L’onda S (secondaria, 2-4km/s) è causa del terremoto sussultorio e scuote il terreno in alto e basso, ortogonalmente alla direzione di propagazione. Queste differenti velocità sono uilizzate in Giappone per fornire una brevissima allerta in caso di terremoti.
La causa dei terremoti secondo Barks.
La causa dei terremoti secondo Barks.
Secondo Barks, gli abitanti del sottosuolo hanno come sport nazionale il provocare i terremoti e si riuniscono proprio sotto Paperopoli per la loro versione delle Olimpiadi, facendo sprofondare il denaro dello Zione negli abissi della terra. Fortunatamente per Paperone i terrifermini non sanno che farsene del denaro e se ne liberano ributtandolo in superficie.
È nella storia di Don Rosa "Il solvente universale" (1995) che i paperi si spingono però sino al reale centro della Terra. 
(continua su scientificast.it)

martedì 5 agosto 2014

Marnie ed il futuro di Studio Ghibli

Con l’inizio delle vacanze estive, l’ultimo film di Studio Ghibli, Omoide no Marnie - Quando Marnie era qui, è  giunto nelle sale cinematografiche giapponesi. Marnie (qui un trailer) è il primo lungometraggio dello studio dopo l'uscita in tandem nel 2013 di Kaze Tachinu – Si alza il vento di Hayao Miyazaki e Kaguya-hime no monogatari – La Principessa Splendente di Isao Takahata.
Diretto da Hiromasa Yonebayashi (1973), Marnie mostra la maturata abilità del regista, che qui riesce con successo a fondere elementi fantastici e di mistero in un intreccio realistico ed onirico allo stesso tempo. Yonebayashi  ha infatti percorso  tutti i gradini della scala sociale dell’animazione: intercalatore ne La principessa Mononoke (1997), diventa key animator (disegnatore delle immagini chiave delle sequenze) ne La città incantata (1999), per giungere alla sua prima regia con Arrietty - il mondo segreto sotto il pavimento (2010).
(continua a leggere la recensione di Marnie su wired.it o in giapponese su wired.jp)

Tuttavia vi è un problema economico legato al futuro dello studio:  dopo gli ultimi capolavori di Takahata e  Miyazaki e con l’annuncio di quest’ultimo di ritirarsi dalla regia, in Giappone ci si è interrogati sul futuro di studio Ghibli e se gli elevati costi di produzione potessero continuare ad essere recuperati dal successo di sala.  Infatti se Kaze Tachinu – forte del nome del regista – ha incassato più di 100 M$ , Kaguya Hime – costato circa 50M$ - ne ha recuperati poco più di 20M$ al botteghino. Gli incassi non rendono però giustizia alla commovente bellezza dell’animazione  de La Principessa Kaguya, Il capolavororo di Takahata, in cui ogni singola immagine sembra strappata da un unico immenso emakimono (rotoli in cui venivano dipinte  e narrate storie  e leggende). Il film di Takahata ha probabilmente risentito del fatto che Kaguya è la più antica storia esistente in forma scritta in Giappone e dunque perfettamente nota ai potenziali spettatori. 
Nel suo primo fine settimana al botteghino, Marnie ha aperto in terza posizione con 3.7M$, dietro a Maleficent e staccato di poco dal  nuovo (ennesimo) film dei Pokemon. Il risultato non è considerato al momento molto brillante, ma c'è ampio margine di miglioramento. A questi ricavi vanno aggiunti quelli stranieri (ad esempio Arrietty incassò 10M$ in Giappone e 116M$ all'estero). Inoltre agli incassi nelle sale si devono aggiungere quelli del merchandise e della vendita di DVD e BluRay (da poco è uscito quello di Si alza il vento).

Inoltre Ghibli è l'unico studio di produzione che sino ad ora manteneva uno staff di disegnatori e animatori full time. Tutte le altre case di produzione assumono freelance per le singole produzioni, spesso consorziandosi per quelle di maggior respiro. 
In una recente intervista, il produttore Suzuki ha parlato di questi problemi al  programma TV Jonetsu Tairiku (qui, scrollando in basso si può leggere in giapponese le sue parole, unica fonte sino ad ora. Anche qui screen capture). Quello che  ha spaventato i fan di tutto il mondo è stata l'affermazione che lo studio dovrà riposare (il japantimes traduce con brief pause) per un po' nella parte di produzione, probabilmente scorporando il dipartimento di produzione da quello di marketing copyright, confermando purtroppo un rumor di qualche settimana fa. 
[Una cosa simile è avvenuta per la Tatsunoko, che adesso gestisce solo le sue produzioni passate e che dai tempi di Ideon non crea più nuove opere. I disegnatori della Tatsunoko andarono poi a formare lo studio IG.]
Resta da capire cosa succederà in futuro, resta da auspicare che la riorganizzazione consenta di avere una compagnia snella che continui a produrre opere di qualità.

La famigerata immagine in cui Suzuki parla della pausa dell'animazione. Da qui.

domenica 15 giugno 2014

Buon Compleanno Pamela! Otto anni nello spazio, tra raggi cosmici, antimateria, ed eruzioni solari

Oggi   PAMELA compie otto anni.
Il lancio dello spettrometro magnetico è avvenuto  il 15 giugno 2006 dal cosmodromo di Bajkonur (Kazakistan), la  stessa rampa usata per il satellite  Sputnik e per il volo   di Yuri Gagarin.


PAMELA sulla rampa di lancio,  cosmodromo spaziale di Baikonur, Kazakistan 


Lo strumento, del peso complessivo di 470 kg ed alto circa 1.3 m,   è   alloggiato nel satellite russo Resurs DK1 ed è composto di una serie di  rivelatori rivolti alla determinazione del   tipo  ed energia  dei raggi cosmici, (elettroni, protoni, nuclei), con particolare riguardo alla  componente di antimateria,  ad energie e  con  precisioni   sino ad ora mai raggiunte con misure dirette.

Nel corso dei primi otto anni di vita PAMELA ha fornito dati rivoluzionari per la fisica dei raggi cosmici, la componente di antimateria nello spazio (persino intorno alla terra) e la ricerca indiretta di materia oscura. I risultati sono stati pubblicati su NatureSciencePhysical review letters....
L'unico rammarico è che a otto anni dal lancio tutti i dottorandi, post-doc e ricercatori a tempo determinato che hanno lavorato sulla costruzione e l'analisi dati dello strumento sono rimasti precari,  anche perché curiosamente ignorati nei rari concorsi di università ed enti di ricerca intercorsi da allora. 

Buon compleanno PAMELA, e grazie di tutto!


Sinistra: Il satellite russo  Resurs-DK1. E’ possibile vedere i pannelli solari in basso ed il lungo cilindro contenente gli apparati ottici per le osservazioni terrestri. PAMELA è posta nel contenitore pressurizzato nella sinistra della figura. La Terra è idealmente posta nell’alto della figura. Centro: Foto del Resurs-DK1 nelle fasi finali di integrazione a Baikonur (2006). Il contenitore pressurizzato è visibile nella sinistra della Figura. Destra: L’apparato PAMELA nelle fasi finali di integrazione nelle camere pulite di Roma Tor Vergata (2005). E’ possibile distinguere le tre strutture di scintillatori del tempo di volo (S1, S2, S3), utilizzati per la determinazione della velocità e carica delle particelle. Le anticoincidenze (AC) poste intorno all’apparato consentono di eliminare eventi non validi provenienti dai lati;  lo spettrometro magnetico (TRK) è collocato tra i due scintillatori S2 ed S3, mentre il calorimetro silicio tungsteno (CALO), lo scintillatore di coda (S4) ed il rivelatore di neutroni (ND) vengono utilizzati per determinare la natura (leptone o adrone) dell’evento, e la  sua energia (nel caso di elettroni/positroni).