mercoledì 13 maggio 2015

Dai buchi neri a Fukushima: discussione e misure di radiazione per Pint of Science Italia 2015

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Il 18 maggio prossimo alle ore 18:30, presso il bar "Le Mura" di San Lorenzo (Via di Porta Labicana 24) discuteremo e misureremo i vari tipi di radiazione cosmica, ambientale ed artificiale che ci circondano (qui i dettagli). 

 «Lo spazio è radioattivo!» Queste furono le parole pronunciate nel 1958 dai ricercatori che osservarono per la prima volta il contatore Geiger posto a bordo del satellite Explorer 3. La radiazione ionizzante è infatti presente in tutto l'universo: da quella di altissima energia, prodotta da buchi neri e nell'esplosione di supernova e a quella emessa dal Sole o intrappolata intorno alla terra in fasce di protoni ed elettroni. Anche sul nostro pianeta le fonti di radiazione sono molteplici: radon dal sottosuolo, polonio nelle sigarette e persino uranio nei gioielli. L'incidente alla centrale nucleare giapponese di Fukushima-1 ha poi sparso cesio radioattivo nell'ambiente, costringendo all'evacuazione più di 100,000 persone e danneggiano pesantemente l'economia della regione.

Con l'aiuto di varie pinte di birra, partiremo dalle misure di raggi cosmici effettuate su satelliti e a bordo delle stazioni spaziali per discutere della situazione e Fukushima e nel resto del Giappone. In parallelo - utilizzando vari strumenti e rivelatori Geiger misureremo la radiazione ambientale e quella proveniente da varie insospettabili sorgenti radioattive. Con una macchina fotografica cercheremo poi di catturare uno dei tanti raggi cosmici che giungono a terra. 

Questa è solo una delle varie presentazioni organizzate nell’ambito di Pint of Science Italia.
Pint of Science è un festival internazionale organizzato il 18, 19 e 20 Maggio contemporaneamente in nove nazioni: Gran Bretagna, Irlanda, Francia, Stati Uniti, Spagna, Australia, Germania, Brasile e Italia.
L'idea è  di portare i ricercatori al  bar  per discutere le loro ultime ricerche e scoperte. Questa à la prima  edizione italiana, in sei città: Genova, Milano, Pavia, Roma, Siena e Trento, con temi che spaziano dalle neuroscienze all’astrofisica, dall’oceanografia alle nuove tecnologie.


mercoledì 6 maggio 2015

Dimmi qualcosa di romantico: Amore e quantum entanglement

Inline image 1Al termine della cena lei gli disse: “Dimmi qualcosa di bello!”.

Lui le rispose scrivendo su un fazzoletto: “(∂ + m) ψ = 0”.

La luce delle candele che lei aveva messo sul tavolo  illuminava fiocamente l'equazione. Lei si avvicinò confusa e chiese: "Cos'è questa roba?"

Lui le sorrise compiaciuto: "È la formula dell'entanglement, del groviglio quantistico! Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere descritti come due sistemi distinti, ma   diventano un unico sistema… proprio come noi".

Lei ricambiò il sorriso, arrossendo. Si alzò e  prese una prolunga della corrente da un mobile. Gli si avvicinò  mormorando suadente nell’orecchio: "Chiudi gli occhi".

Lui guardò il cavo e  ubbidì, con un sorriso ebete sul volto, “Hai gusti… particolari?”, chiese.

Per tutta rispota lei gli  avvolse velocemente la prolunga intorno al collo dicendo: "Disaggrovigliati da questo!"

Il ragazzo provò a liberarsi ma senza successo. La prolunga era sfilacciata e miriadi di fili appuntiti di rame gli si infilavano nella carne come tanti spilli. Ogni tentativo lo avvolgeva sempre di più al filo elettrico. 

La ragazza terminò di legarlo e disse: “Primo: L’equazione è tutta sbagliata. Ci va  un meno davanti alla massa, la quantità immaginaria davanti alla derivata e la derivata è tagliata: (i - m) ψ = 0”. Prese un mestolo di legno e lo colpì in testa

 “Secondo: è quel taglietto sulla derivata a fare tutta la differenza. Quella non è UNA equazione ma un sistema di QUATTRO equazioni.  È lì il genio di Dirac: cercando di mettere insieme  meccanica quantistica con la relatività di Einstein si accorse che non era possibile scrivere un’equazione di particelle cariche con spin (per cui servono due equazioni), come ad esempio l’elettrone, senza avere anche due  soluzioni ad energia negativa. Originariamente si pensò ad un mare di particelle, detto appunto mare di Dirac, ma poi ci si rese conto che  le altre  due equazioni rappresentavano, il positrone, l'antiparticella dell'elettrone.”

“Il mare di Dirac?” riuscì a mormorare lui, “non era  in una puntata di Evangelion?”

Altra mestolata, ancora più forte.

Terzo: il quantum entanglement ha senso per i sistemi microscopici. Se una particella a carica nulla decade producendo due particelle di carica  opposta ciascuna delle due particelle non ha carica determinata  sino a che qualcuno non la misura”.

“Come quando io non so se fuori piove o no?”, chiese lui.

“No!” Colpo sulla fronte. “La pioggia è un sistema macroscopico. Fuori o piove o NON piove. Sei tu che sei ignorante di quello che succede all’esterno. In un sistema microscopico la carica di ciascuna particella è sia positiva che negativa. Quando fai la misura e trovi ad esempio una particella con carica negativa allora puoi star sicuro che l’altra particella, si trovasse anche all’altro capo della galassia, assumerà istantaneamente carica positiva”

Il sangue iniziava a colare sul volto di lui, ma la foga della ragazza, per quanto eccessiva gli piaceva. “Istantaneamente, vuoi dire più veloce della luce?”, rispose preparandosi all’ennesima botta.



Stranamente non giunse nulla: “Esatto. Einstein evidenziò questo paradosso come limite della meccanica quantistica, ma poi alla lunga si convinse  che era così che il mondo microscopico funziona. Anche perché in ogni caso non è possibile trasmettere informazione o comunicare in questo modo. Sono stati fatti vari esperimenti che confermano questo fenomeno”.

“Allora è vero che tutti gli esseri dell’universo sono collegati tra loro. Come la Forza in Guerre Stellari”

Lei riprese a colpirlo ripetutamente con il mestolo, sempre più forte. Ogni parola un colpo “Quale. Parte. Di. 'Non. È. Possibile. Comunicare'. Non ti è chiara?” il mestolo si ruppe lasciando il volto del ragazzo insanguinato “Basta con queste scemenze new age, oltretutto da quando Lucas ci ha messo i Midicosi nelle nuova trilogia ha distrutto anche la poesia ed il fascino della Forza”.

“Ma tu come fai a sapere tutte queste cose?” chiese il ragazzo. Lentamente si stava districando dal cavo elettrico. Già pensava al dopo pregustandolo.

“Ho studiato questa roba sui libri, non su facebook, ho un dottorato in fisica”.

Uno sguardo scettico si fece strada sul volto di lui:  “Ma come è possibile, una ragazza così carina come….”

Non fini la frase. Lei infilò la presa nel muro.

ribloggato da scientificast

martedì 28 aprile 2015

La NASA finalmente fa pulizia e dice addio alllo pseudo-warp-drive


Delle bufale sulle astronavi più veloci della luce abbiamo parlato in più occasioni. La cosa che ha sempre lasciato perplessi è come mai la NASA ospitasse sul suo sito testi mai pubblicati su riviste scientifiche e con un linguaggio volutamente più simile a Star Trek (con tutti i conseguanti roboanti rilanci sui siti web) che a quello tecnico ma realistico di un ente spaziale.
Di recente la NASA sembra aver finalmente fatto pulizia: In questo articolo “Is Warp drive real?” afferma chiaramente che il volo più veloce della luce rimane a livello di speculazione fantascientifica e che le conoscenze attuali concludono – per il momento – che è (purtroppo) impossibile.
L’articolo conclude succinto riportando che ”Past articles of warp drive found at this location have been archived.”, ossia “articoli precedenti del warp drive sono stati archiviati”.
La speranza di oltrepassare la velocità della luce resta comunque viva, ma non è certo con un motore a bufale che ciò potrà avvenire.
Per ironia della sorte il di solito ottimo sito IFLScience trae la conclusione opposta (!)chiedendosi se la NASA abbia creato il Warp Drive e linkando però all’articolo sopra.
Consoliamoci con chi il Time Warp l’ha fatto davvero…

(ribloggato da scientificast)